Storie di altri mondi che tornano alla vita

Una sera di inizio estate. Distese erbose in un tramonto di montagna. Musica dal sapore mediterraneo esce dal comignolo di una tenda. Strano vederne una così in mezzo ai Sibillini.

Altra sera, sempre al tramonto. Persone ascoltano nello spazio fitto di arnesi ed ingegno di una falegnameria. Dalle casse di un impianto acustico escono l’organo di una cattedrale e i mantici di un organetto e di una fisarmonica indaffarati a riportare la musica dove il silenzio forse inizia a cedere il passo.

Due istantanee scattate in due giorni diversi che danno inizio ad una storia. Sono i primi momenti di 10HeartZ. Il progetto di Arci Macerata, Arci Ancona e Kindustria è iniziato. Le residenze sono partite e gli artisti provenienti da tutta Italia hanno già presentato in due distinti eventi, nell’Azienda Agricola Scolastici di Macereto e nello spazio 361 di San Severino Marche, l’incipit dei lavori che produrranno nelle terre colpite dal terremoto. Li ritroveremo il 21 e 22 giugno nel Camerino City Park, l’area simbolo della comunità che si rialza e a stento ricomincia a camminare.

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Sull’altopiano di Macereto, l’ultimo sole saluta il maestoso Monte Bove. I riflessi arancioni tagliano l’interno della yurta che Marco Scolastici ha costruito subito dopo il sisma. Quella stessa luce si ritrova negli occhi di Marco. Un bagliore gentile che in un attimo racconta la forza e la generosità di queste terre e di chi le abita. Mentre gli ospiti, arrivati a cavallo anche da Visso, chiacchierano e con un brindisi si scambiano le prime battute di un incontro che potrebbe durare una vita, Persian Pelican e Godblesscomputers parlano e raccontano all’intima platea le loro idee per la residenza artistica che durerà fino al 22 giugno.

“Pirati a Palermo” di Ignazio Buttitta è una delle cinque canzoni rivisitate dalla cantante siciliana Rosa Balistreri che Andrea Pulcini, Paola Mirabella e Roberto Colella, che insieme formano i Persian Pelican, riscriveranno in residenza, ospitati proprio da Marco Scolastici in questo splendido lembo delle Marche. “Anche se la canzone è dei primi del 900 può avere un senso di attualità – spiega Andrea, autore del progetto – I pirati a Palermo oggi possono essere gli accaparratori dell’acqua o la stessa mafia. Ma anche i momenti più bui che accompagnano la quotidianità di ognuno”.

Si raccontano storie riscrivendole in altri posti. In mondi che oggi accolgono questi artisti per la sensibilità che emerge dai progetti pensati e scritti apposta per questi luoghi. “I luoghi mi hanno sempre aiutato molto”, racconta Lorenzo Nadalin, in arte Godblesscomputers, che invece starà a Frontignano di Ussita nella C.A.S.A.|Cosa accade se abitiamo, dove Chiara Caporicci, Patrizia Vita e Roberto Rettura con il supporto dello Studio Spaziale iniziano un percorso di ospitalità volta ad accogliere creatività e a ricostruire relazioni proprio dove quasi tutto è distrutto. Ci stanno riuscendo.

Si raccontano storie incontrando persone che non si conoscevano per condividerle con altri. “Non ho voluto programmare troppo – va avanti Lorenzo – Oggi ho fatto lunghe chiacchierate con persone che abitano qui e vorrei raccontarle. Tirerò fuori qualcosa di interessante perché l’impatto è stato molto forte”.

Scende la sera, si infuocano i bracieri. La cena intorno al fuoco e la musica suonata tutti insieme nella yurta accompagnano la notte dei Sibillini. Mentre le pecore e i cavalli dormono sotto il cielo stellato il Bove incantato ispira le storie che questi moderni trovatori racconteranno altrove.

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Il caldo pomeriggio sulla 361 Septempedana dura ancora per poco. L’aria si fa fresca e Lorenzo Bartolucci, “Mr Testa di Legno”, dà inizio al primo evento ospitato dallo Spazio 361, un atelier all’interno della sua falegnameria di contrada Taccoli a San Severino nato per dare asilo all’ arte.

Si celebrano i 10 anni di Strane Dizioni, casa editrice di stampe serigrafate nata a Barcellona da un’idea di Enrico Fiammelli che con Lorenzo è tra i fondatori dell’avanguardistico Ratatà festival. In mattinata è iniziato il workshop di social design di Sara Ricciardi. L’obiettivo con i 10 partecipanti è creare uno spazio per aggregare le persone a Camerino. “Sarà una pista da ballo mobile”, anticipa – scherzando ma non troppo – Sara che presenterà l’opera venerdì 22 alle 17 nel Camerino City Park.

Intanto tra le macerie, negli orti e nelle casette di chi resiste, i ragazzi del workshop di soundscape di Stefano Sasso registrano suoni ed emozioni. Realizzeranno installazioni nella città ducale. Progetti che si potranno ascoltare giovedì 21 alle 19 in una camminata tra le vie ferite e negli spazi dove donne e uomini cercano di rimettere in ordine la propria esistenza. Forse ci stanno riuscendo.

Rokeya, Alessio Ballerini e Duo Baguette stanno per raccontare invece come comporranno i pezzi raccolti per scrivere nuove storie.

Tre collage fatti di trasparenze e immagini sovrapposte sono la mappa scelta da Alessandra Rokeya Jabed per illustrare il viaggio che la attende. Mostra a tutti la foto di un pavimento nella casa in cui è ospite. Tra le venature del pavimento spuntano le immagini catturate in questi primi giorni vissuti a Camerino. “Il concetto è quello di camminare sulle macerie”, dice. Seconda foto: il dettaglio di una crepa su una scalinata che conduce ad un tempio buddista. “Quando si entra nella zona rossa – rivela Alessandra – si ha l’impressione di varcare una soglia di rispetto”. Infine sul telo viene proiettata l’immagine di una ferita con all’interno un fiore raccolto sui sibillini: “La natura è più forte della distruzione”, sentenzia come un oracolo la sacerdotessa Rokeya.

Dalle immagini ai suoni. Alessio Ballerini li colleziona e presta all’uditorio dello Spazio 361 tre campioni raccolti in tre diversi luoghi: nella zona rossa con l’intervento del Duo Baguette fa risuonare le silenziose strade e le piazze del dolce richiamo della fisarmonica e dell’organetto; dalle canne di un organo di Matelica cattura la musica di Arvo Pärt e di Bach e la cattedrale diviene uno spazio senza tempo; nella faggeta di Canfaito si lascia sedurre dalle voci di un coro accompagnato dallo stormire degli alberi. “Anche l’errore è interessante e cercherò di manipolarlo”, anticipa Alessio.

L’azzurro del cielo si attenua. Il tono è perfetto per un lungo walzer che sa di swing. E’ solo il preludio dell’opera a cui stanno lavorando Andrea Branchetti e Nicole Fabbri, in arte il Duo Baguette. Un’opera che dalla storia conduce al sogno e poi ritorna alla vita. Come torneranno alla vita queste terre, con le loro storie e le loro speranze raccontate un giorno da altri, in altri mondi, mentre il cuore di chi ascolta batte sui 10 HeartZ.

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